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Lunedì 6 Settembre 2010
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COMUNE DI CAVAGLIO D'AGOGNA (NO)

Rss
Colline Novaresi




I due scuroli

a cura di Claudio Groppetti
immagine ingrandita Chiesa di San Mamante  - Vista esterna degli scuroli (apre in nuova finestra) Sulla parte destra della chiesa, dietro la cappella del Sacro Cuore e nel transetto, ci sono due scuroli, in cui si conservano in uno le notevoli reliquie dei Santi Antonino e Placida e nell'altro una reliquia di San Mamante, titolare della chiesa.
Queste reliquie (e i loro relativi scuroli) hanno avuto nel corso degli ultimi secoli una storia alquanto tormentata.

Lo scurolo dei Santi Martiri Antonino e Placida

immagine ingrandita Lo scurolo dei Santi Martiri Antonino e Placida (Ft. G.Baselli) (apre in nuova finestra) La loro storia, in quanto reliquie venerate a Cavaglio, ebbe inizio nei primi anni del XVII secolo, quando per opera dei sacerdoti Giovanni Battista Cavagna di Momo e Flaminio Casella di Cavaglio, che si erano recati a Roma insieme al vescovo Bascapè, furono trovate con molte altre nelle catacombe cristiane e trasportate a Novara in numerose casse.
La loro vicenda fu subito intricata per intervento della Curia romama e dello stesso vescovo Bascapè, il quale alla fine, pochi giorni prima di morire, donò nel settembre del 1615 alla chiesa di Cavaglio i corpi dei martiri Antonino e Placida.
Le reliquie furono dapprima collocate in due casse di piombo, a loro volta poste in un'urna di sasso sotto l'altare maggiore.
Nel 1749, quando avvenne nel paese il primo solenne trasporto dei Martiri, le reliquie furono traslate in un'urna di legno, che fu collocata sull'altare di un grandioso scurolo, costruito in tempi rapidi nello stesso anno dietro l'attuale organo nel transetto di destra con una bella cupola affrescata da Francesco Quaresima di Cavaglietto e rappresentante la Gloria dei due Martiri.
In tale scurolo rimasero pochi anni. Poi per curiosa volontà del vescovo di Novara Balbis Bertone (motivo: i fedeli nel venerare le reliquie davano le spalle al Santissimo) furono tolte dallo scurolo e collocate nella cappella dell'Assunta, mentre il bel tempietto diventò un ripostiglio.
Traslate nuovamente nel 1798 le reliquie in una nuova urna di rame argentato, che è quella in cui si trovano attualmente, esse finirono nella cappella di Sant'Anna, dove rimasero per quasi un secolo fino al 1878, quando per iniziativa dell'arciprete Zonca e su progetto dell'architetto Ercole Marietti venne eretto dietro la cappella di Sant'Anna un secondo scurolo meno maestoso del precedente e affrescato da Mosè Turri di Legnano, dove finalmente le reliquie di Antonino e Placida ebbero la loro collocazione definitiva.
Continuarono nel frattempo le solenni provessioni per le vie del paese, che negli ultimi tempi ebbero una scadenza, venticinquennale. L'ultima avvenne nel 1980 e fu l'ottava.
La prossima, la nona, avrà luogo nel 2005.

Lo scurolo di San Mamante

immagine ingrandita Scurolo - L'urna argentea di San Mamante (Ft. G.Baselli) (apre in nuova finestra) Tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento sorse l'idea di dedicare a San Mamante il primo scurolo, costruito nel 1749 e, in quanto non più utilizzato per i martiri Antonino e Placida, ridotto a ripostiglio. L'arciprete Del Boca ottenne una reliquia di San Mamante che fu posta sul corpo costruito del Santo in un'urna di ottone argentato.
Lo scurolo abbandonato fu restaurato dal pittore Rodolfo Gambini di Legnano con quattro affreschi ispirati alla vita di San Mamante: San Mamante salvato dalle acque, Nascita di San Mamante, San Mamante risparmiato dai leoni, San Mamante porta il latte ai poveri di Cesarea.
Nel 1905 in occasione del quinto trasporto dei Martiri, ebbe luogo il primo trasporto di San Mamante, la cui urna fu posta al termine della festività nel restaurato scurolo, in cui attualmente si trova.

Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese
Le terre bagnate dall'Agogna - Volume 27"
Provincia di Novara 2005

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