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Note storiche generali

a cura di Claudio Groppetti

immagine ingrandita Chiesa di San Mamante  - Facciata (apre in nuova finestra) E' tradizione ritenere che la chiesa di Sant'Ambrogio, attualmente nel territorio di Fontaneto, sia stata la Parrocchiale più antica di Cavaglio a partire dal XII secolo, costruita ai margini della strada "Francisca", come era uso allora. Lo fu fino al XVI secolo, quando risulta aver perso la dignità parrocchiale nel 1514, essendo ormai sconsacrata nel 1594 in occasione della visita pastorale del vescovo Bascapè.
Attualmente rimane ben poco della chiesa: la piccola abside con una finestrella e porzioni iniziali delle pareti laterali, il tutto inglobato in un moderno locale privato.
E' nel corso del XVI secolo che avvenne il passaggio della dignità parrocchiale dalla chiesa di Sant'Ambrogio a quella di San Mamante, sorta nella parte opposta del paese verso Cavaglietto, consacrata nel 1596 dal vescovo Bascapè.
Questa parrocchiale, di cui non si conosce l'epoca della costruzione, viene dettagliatamente descritta dal parroco rettore Pietro Paolo Pelicciari nel suo "Inventario" del 1617.
Essa sorge all'estremità del paese verso mezzogiorno; oltre l'abside vi era il cimitero circondato da un muro. La chiesa disponeva del coro, del campanile, della sagrestia e di alcune cappelle, che avevano quasi la stessa collocazione delle attuali, ma l'edificio nel suo complesso risultava alquando modesto, di circa 20 metri di lunghezza e 10 di larghezza. Malgrado la presenza di un cimitero esterno i defunti di Cavaglio venivano per lo più sepolti nei tre grandi sepolcri all'interno della chiesa.
immagine ingrandita Chiesa di San Mamante Portone ingresso (apre in nuova finestra) Fu nella prima metà del XVIII secolo, essendo parroco Ambrogio de Ambroiis, che vennero effettuati i lavori di ristrutturazione della Parrocchiale, che fu di molto allungata dalla parte del coro, occupando parte del cimitero e quasi per intero riedificata.
I lavori esterni ebbero fine nel 1728 e quelli interni nel 1732. L'arciprete Zonca nel 1845 la descrive così come sostanzialmente la si vede oggi.
Le dimensioni della chiesa furono raddoppiate in relazione alla precedente, soprattutto nel senso della lunghezza. Gli altari, come oggi, erano cinque: oltre all'altare maggiore in marmo, eretto nel 1732 e dedicato a San Mamante, titolare della chiesa, ci sono quattro cappelle, due per lato.
A sinistra, vicino al pulpito, la cappella dedicata alla Madonna del Carmine con la statua riposta in una nicchia sopra l'altare; accanto al piccolo battistero, all'inizio, la cappella della Beata Vergine Assunta, rappresentata in un quadro ad olio. Nella stessa cappella è dipinto in una nicchia il sacerdote Flaminio Casella, fondatore del beneficio della cappella e collaboratore di don Cavagna nella famosa acquisizione di resti sacri nelle catacombe romane ai primi anni del seicento.
immagine ingrandita Chiesa San Mamante - Campanile (apre in nuova finestra) A destra ci sono altre due cappelle. La prima, vicina al transetto, dapprima era dedicata a Sant'Anna, poi ai Santi Antonino e Placida, quando i loro corpi vi furono traslati da dove si trovavano, sotto l'altare maggiore, infine al Sacro Cuore, quando venne costruito dietro la cappella l'apposito scurolo per i due Santi. La seconda cappella è detta degli "Agonizzanti" o di San Giuseppe, così chiamata dal quadro posto sull'altare e rappresentante la Morte del Giusto protetto da San Giuseppe.
Nella stessa cappella c'è un affresco raffigurante il canonico Rozzati, che fu dal 1640 al 1650 parroco di Cavaglio. All'inizio del XX secolo, anni 1904 / 1905, si costruì l'attuale facciata ad opera dello Zoppis di Borgomanero. Un restauro della facciata con tinteggiatura di Mario Regalli di Cavaglio è stato attuato nel 1975. La volta della chiesa ad una navata è stata affrescata negli anni 1953 / 54 da Francesco MAzzucchi di Vigevano e da Pierino Boselli di Cavaglio con figure di Apostoli e di Santi ai lati e con l'Immacolata Concezione e San Giovanni Bosco e i giocani tra gli archi.
Nei primi anni novanta del novecento è stata completamente restaurata la grande bussola del portale principale, in legno pregiato, una delle ultime attività parrocchiali di don Elio Agazzone. La Parrocchiale è dedicata a San Mamante, unico caso nella provincia di Novara.


Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese
Le terre bagnate dall'Agogna - Volume 27"
Provincia di Novara 2005


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